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Maria Montessori a casa nostra


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Vita pratica, contare i soldi

Da qualche tempo Em. chiede di essere presa in braccio quando ci troviamo alla cassa per pagare nei negozi, per poter vedere bene come avvengono le operazioni.
Il suo gioco preferito a casa è far finta di essere una negoziante.
Alcuni mie vecchi portafogli sono diventati suoi e ha anche ricevuto in regalo dei portamonete, che porta sempre in borsa.
Da circa un anno riempiamo un piccolo salvadanaio con le monete che ci restano in tasca a fine giornata e ultimamente stiamo attingendo da quello per fare piccole spese.

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Ogni tanto Em. dice che vuole offrirci un caffè al bar, allora prendiamo il salvadanaio, da aprire con chiave e lucchetto, tiriamo fuori un po’ di monete, Em. legge la cifra su ogni moneta e poi le classifica dividendole per tipo in un contenitore a scomparti.

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Contiamo insieme quanti soldi abbiamo e poi si va a al bar!

 

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Attività proposte

Non capita tanto spesso di metterci a “lavorare” insieme con materiali montessori, in realtà capita di rado anche che si metta da sola a giocarci. Da qualche tempo, da quando ha compiuto tre anni più o meno, il gioco preferito di Em. è “fare finta di…” con bambole o senza, in realtà con qualsiasi oggetto le capiti a tiro. Quando vuole giocare con me o con suo papà le sue richieste sono soprattutto: ” curiamo la bambola?” ” facciamo finta che tu sei…e io sono…”e ultimamente ama molto giocare a fare finta di avere un negozio, lei ama stare alla cassa e io devo comprare tutto quello che mi viene in mente…decine di volte al giorno…!

L’altro giorno ho provato a proporle questa attività con le puntine e una lavagna di sughero che ho inserito in camera sua da qualche tempo. Abbiamo fatto insieme alcune forme geometriche utilizzando gli elastici, soprattutto abbiamo fatto degli esagoni e le è piaciuto molto il fatto di aver costruito un esagono, dentro un altro esagono, dentro un altro esagono…
Poi abbiamo scoperto insieme che gli elastici suonano, come fossero corde di una chitarra e ogni elastico emette un suono diverso a seconda di quanto è teso.

Gioco con elastici e puntine su lavagna di sighero

Abbiamo costruito delle forme geometriche e poi fatto suonare gli elastici!

Giochi con lettere smerigliate

Lettere smerigliate da abbinare ad un’immagine

Giochi con lettere smerigliate

Gioco a carte con lettere smerigliate

Una volta esaurito l’interesse per il gioco con gli elastici, mi è venuto in mente di coinvolgerla con le lettere smerigliate: ho utilizzato queste carte comprate insieme a delle carte disegnate. Ad ogni lettera corrisponde un disegno, ma essendo francesi possiamo utilizzarne solo alcune: c come casa, a come albero, s come sole, g come gelato.
In un vassoio ho messo da un lato le lettere e di fianco le carte disegnate da abbinare.
Per coinvolgerla ho pensato di giocare a carte con lei. Siccome vede spesso un gruppo di signori che giocano a carte in un circolo, ho catturato la sua attenzione. Io mettevo giù una lettera, lei doveva mettere giù la carta corrispondente e così via…

Dopo poco mi ha detto ” facciamo che tu sei la signora che viene a comprare e sto alla cassa..”!

È ancora presto per le lettere…

 

Libertà di movimento e di utilizzo dei materiali a disposzione


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Ordine e libertà

A volte capita di menzionare la pedagogia Montessori durante conversazioni con persone che non hanno mai approfondito l’argomento e appare evidente il pregiudizio verso questa pedagogia, molto conosciuta e apprezzata all’estero, ma poco in Italia, pur essendo il paese di origine di Maria Montessori.

Solitamente quello che le persone “sanno” per sentito dire è che si tratta di un metodo che si basa sulla libertà assoluta del bambino di fare ciò che vuole..! Altre volte si sente dire quasi il contrario, cioè che si tratta di un metodo troppo rigido.

In realtà al bambino viene garantita libertà di movimento all’interno di un ambiente organizzato.

La libertà assoluta in un ambiente non preparato dall’adulto, non ordinato, ma disorganizzato e caotico, può rendere il bambino insicuro, confuso, svogliato. Un ambiente privo delle risposte che il bambino ha bisogno di ricercare, non invita all’attività e porta probabilmente a comportamenti caotici e problematici.

L’ordine è necessario al bambino, innanzitutto perché è suo bisogno primario, infatti il periodo sensitivo dell’ ordine si manifesta nei suoi primi sei anni. Per ordine si intende che ogni cosa si trovi al suo posto, che venga riposta alla fine del suo utilizzo, ma anche che nell’ambiente del bambino si trovino i materiali e le condizioni adatte alla sua fase di sviluppo, che possa trovare i punti di riferimento (oggetti interessanti, persone amorevoli, ambiente adatto, occasioni per conoscere il mondo circostante) di cui ha bisogno per potersi muovere e per poter lavorare e crescere in serenità, per poter organizzare un ordine interiore.

La libertà offre al bambino infinite opportunità di sperimentazione e questo gli permette di crescere, conoscere, evolvere.

È sorprendente il momento in cui mi accorgo che Em. ha imparato qualcosa di nuovo e di importante e quando capisco che è arrivata in maniera del tutto autonoma ad acquisire una capacità, una competenza. Non sono stata io ad insegnarle a fare qualcosa, ma ho predisposto le cose in maniera che potesse liberamente imparare qualcosa e non perché io ho deciso che era il momento, ma perche lo era davvero per lei.

Nell’ordine e nella libertà il bambino ha la possibilità di creare e di crearsi, come gli viene spontaneamente di fare, perche è nella sua natura.

Come genitori trasmettiamo le regole che servono a creare un ordine necessario, ma perché possano essere recepite e rispettate devono essere regole giuste, poche e spiegate. A me non interessa che mia figlia mi ubbidisca, piuttosto preferisco che abbia fiducia in me e che mi ascolti. Se creo un rapporto di fiducia con lei, so che mi ascolterà quando sarà veramente necessario. Sicuramente non vorrà ascoltarmi sempre o fare sempre come le dico, e trovo che questo sia assolutamente sano e normale! L’importante è che ci sia dialogo e ascolto reciproco e capacità di arrivare a compromessi quando serve.

Per quanto riguarda l’idea di rigidità che molti hanno del metodo Montessori, temo purtroppo che dipenda dall’ errata interpretazione da parte di alcuni, che non capiscono il significato profondo degli insegnamenti di Maria Montessori e non li sanno applicare quando si rapportano con i bambini. Infatti mi è capitato spesso di vedere scuole Montessori o ad indirizzo Montessori, che possono vantare di avere qualche materiale, ma in cui manca totalmente lo spirito che sta alla base di questo approccio.

Bisogna tenere a mente che il metodo non esiste, esiste solo il bambino. Osservare e comprendere il bambino viene prima di tutto il resto. Il bambino è il maestro. Il materiale ad esempio, dovrebbe essere al suo servizio, non al servizio di un “metodo”. Lo scopo del materiale Montessori è quello di proporre al bambino oggetti per lui interessanti, che lo possano rendere autonomo nell’apprendere qualcosa.  Un bambino non interessato ad un materiale, non deve essere costretto ad usarlo perché evidentemente non è il suo momento.

E se il materiale non viene utilizzato nella maniera precisa per cui è stato concepito, non è per forza un male. Se si crede nella libertà di azione del bambino, si lascia fare, in modo che possa sperimentare e magari arrivare allo stesso scopo, ma in maniera diversa, più creativa. Per me le cose importanti quando si utilizza il materiale Montessori sono: che deve essere rispettato e utilizzato nel rispetto di cose e persone e che deve essere stato presentato al bambino almeno una volta nel modo giusto prima che possa farne uso. Dopodiché, capito il significato e lo scopo del materiale, se ne può fare un uso alternativo, purché utile, sensato e rispettoso.

Stanza di Em.


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Ambiente preparato in evoluzione

Il compito principale che abbiamo come genitori/ educatori è quello di preparare e curare l’ambiente in cui il bambino vive, si muove, lavora, è attivo, si riposa, interagisce con gli altri. Normalmente l’ambiente dell’adulto non è adatto al piccolo, che si sente dire continuamente no, che trova ostacoli ad ogni passo… Liberare il bambino è la prima cosa da fare. Osservarlo e comprendere le sue esigenze, la seconda. Di conseguenza riusciremo ad individuare gli arredi e i materiali migliori da mettere a disposizione, i giochi più adatti e ad eliminare tutto ciò che potrebbe essere pericoloso, che potrebbe creare ansia e nervosismo nell’atmosfera della nostra casa.
Un altro aspetto della preparazione dell’ambiente riguarda l’ordine, la bellezza, la semplicità e la pulizia: queste sono le caratteristiche che la nostra casa dovrebbe avere, sia per la mente assorbente del bambino piccolo, che porta dentro di se per la vita ciò che ha vissuto nel suo ambiente, sia per la necessità del bambino di sapere dove riporre ogni cosa, dove poter trovare gli oggetti che gli sono familiari, durante quello che viene chiamato “periodo sensitivo dell’ordine”.
Inoltre se tutta la casa è organizzata pensando al bambino, alle sue attività, alla sua voglia instancabile di lavorare, può risultare più semplice per tutti la gestione delle faccende quotidiane: se in ogni stanza il bambino ha uno scaffale basso a lui dedicato, con oggetti interessanti e adatti alla fase di sviluppo in cui si trova, può seguirci in giro per casa e avere sempre qualcosa da fare, qualcosa a cui dedicarsi con interesse.

Giochi montessoriani


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Preparare, osservare, mostrare

Riassumerei in questo modo il metodo Montessori nella pratica: l’adulto prepara un ambiente adatto al bambino, ordinato e pulito, bello e semplice, concepito in modo da permettere libertà di movimento in sicurezza, con oggetti vari (giochi, ma anche oggetti reali e che appartengono a quell’ambiente) giusti per la sua fase di crescita. Poi l’adulto osserva il bambino muoversi nell’ambiente preparato per lu, per capire cosa sceglie, cosa gli piace, cosa cerca di fare. Con l’osservazione si comprendono le fasi di sviluppo del bambino, si cerca di capire in che modo potrebbe essere agevolato. Una volta individuata l’attività più adatta per il momento che il bambino sta vivendo, la si propone mostrandola in silenzio più volte quando si ha la sua attenzione.

Un esempio. Em. ha alcuni giochi e oggetti vari alla sua portata su scaffali in camera, ma anche in sala, in cucina, in bagno. In ogni stanza ha qualcosa da esplorare in autonomia. Entrando in una stanza viene solitamente attirata da questi oggetti e si mette ad esplorarli, a giocarci. Che poi noi chiamiamo gioco ciò che in realtà per i bambini è un lavoro vero e proprio: conoscere, comprendere, imparare per crescere.
Questa preparazione dell’ambiente serve a lei perché rafforza la sua percezione del mondo, di se stessa, delle proprie capacità, ma ovviamente aiuta anche me ad essere maggiormente libera di sbrigare qualche faccenda in casa o di leggere qualcosa mentre lei è così indaffarata.
In altri momenti invece mi dedico solo a lei, la guardo, la osservo in silenzio per capire cosa fa esattamente con gli oggetti che prende, quali sceglie, come li manipola… È davvero affascinante stare a guardarla. E talmente emozionante quando mi rendo conto che ha conquistato una capacità particolare! L’altro giorno è riuscita nell’impresa di inserire un pezzo di un puzzle nel modo giusto, affinando un movimento che richiede una certa coordinazione, che fino a quel giorno non era in grado di fare. Questo piccolo puzzle è sempre stato a disposizione, mai nessuno le ha detto come fare, ma alcune volte le abbiamo mostrato il movimento in silenzio mentre guardava con attenzione. Al momento giusto, il suo momento giusto, che solo lei può conoscere, ha esercitato i movimenti fino al giorno in cui le è riuscito. E solo lei sa quante altre volte ha bisogno di esercitarsi per impararlo bene. Nessuno la guida in questo. È una capacita innata e non dobbiamo ostacolarla.
La gioia che prova nel riuscire in questa impresa deve essere immensa!

Il materiale che mettiamo a disposizione dei bambini deve avere questa caratteristica: non deve servire un intervento esterno per capire l’errore o la riuscita del tentativo. Questo avviene ad esempio con i puzzle: il bambino quando riesce a sistemare il pezzo nel modo giusto se ne rende conto da solo e non ha bisogno di un incoraggiamento esterno per riuscire a farlo.


3 commenti

6 mesi

Em. ci sorprende ogni giorno di più. Raggiunti i sei mesi tutto è successo:
Ha iniziato a rotolare, poi a gattonare, si tira su in piedi, utilizza pollice e indice per prendere le cose piccole (presa a pinza), usa il cucchiaino e mangia da sola!
Entusiasmante!
Grazie a Montessori, Em. ha la libertà di movimento, data dal suo ambiente, che noi abbiamo creato a misura e adatto a renderla autonoma da subito. A volte vediamo cose che ci lasciano increduli: una bimba di sei mesi che si sveglia dal sonnellino pomeridiano e, senza dire nulla, scende dal letto e viene a cercarci. Oppure la vediamo passare da un gioco all’altro in totale libertà e autonomia: prima prende qualcosa dal suo scaffale e ci gioca per un po’, poi si sposta in un altro angolo della stanza per giocare con le bambole, poi si guarda un po’ allo specchio e infine si mette a pancia in su per giocare con i mobiles colorati appesi vicino allo specchio!
Sinceramente non avrei mai pensato e sperato questi risultati a soli 5/6 mesi, pur credendo completamente nell’applicazione dei principi montessoriani. Ma vederli realizzati è fantastico.