NoieMariaMontessori

Maria Montessori a casa nostra

Libertà di movimento e di utilizzo dei materiali a disposzione


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Ordine e libertà

A volte capita di menzionare la pedagogia Montessori durante conversazioni con persone che non hanno mai approfondito l’argomento e appare evidente il pregiudizio verso questa pedagogia, molto conosciuta e apprezzata all’estero, ma poco in Italia, pur essendo il paese di origine di Maria Montessori.

Solitamente quello che le persone “sanno” per sentito dire è che si tratta di un metodo che si basa sulla libertà assoluta del bambino di fare ciò che vuole..! Altre volte si sente dire quasi il contrario, cioè che si tratta di un metodo troppo rigido.

In realtà al bambino viene garantita libertà di movimento all’interno di un ambiente organizzato.

La libertà assoluta in un ambiente non preparato dall’adulto, non ordinato, ma disorganizzato e caotico, può rendere il bambino insicuro, confuso, svogliato. Un ambiente privo delle risposte che il bambino ha bisogno di ricercare, non invita all’attività e porta probabilmente a comportamenti caotici e problematici.

L’ordine è necessario al bambino, innanzitutto perché è suo bisogno primario, infatti il periodo sensitivo dell’ ordine si manifesta nei suoi primi sei anni. Per ordine si intende che ogni cosa si trovi al suo posto, che venga riposta alla fine del suo utilizzo, ma anche che nell’ambiente del bambino si trovino i materiali e le condizioni adatte alla sua fase di sviluppo, che possa trovare i punti di riferimento (oggetti interessanti, persone amorevoli, ambiente adatto, occasioni per conoscere il mondo circostante) di cui ha bisogno per potersi muovere e per poter lavorare e crescere in serenità, per poter organizzare un ordine interiore.

La libertà offre al bambino infinite opportunità di sperimentazione e questo gli permette di crescere, conoscere, evolvere.

È sorprendente il momento in cui mi accorgo che Em. ha imparato qualcosa di nuovo e di importante e quando capisco che è arrivata in maniera del tutto autonoma ad acquisire una capacità, una competenza. Non sono stata io ad insegnarle a fare qualcosa, ma ho predisposto le cose in maniera che potesse liberamente imparare qualcosa e non perché io ho deciso che era il momento, ma perche lo era davvero per lei.

Nell’ordine e nella libertà il bambino ha la possibilità di creare e di crearsi, come gli viene spontaneamente di fare, perche è nella sua natura.

Come genitori trasmettiamo le regole che servono a creare un ordine necessario, ma perché possano essere recepite e rispettate devono essere regole giuste, poche e spiegate. A me non interessa che mia figlia mi ubbidisca, piuttosto preferisco che abbia fiducia in me e che mi ascolti. Se creo un rapporto di fiducia con lei, so che mi ascolterà quando sarà veramente necessario. Sicuramente non vorrà ascoltarmi sempre o fare sempre come le dico, e trovo che questo sia assolutamente sano e normale! L’importante è che ci sia dialogo e ascolto reciproco e capacità di arrivare a compromessi quando serve.

Per quanto riguarda l’idea di rigidità che molti hanno del metodo Montessori, temo purtroppo che dipenda dall’ errata interpretazione da parte di alcuni, che non capiscono il significato profondo degli insegnamenti di Maria Montessori e non li sanno applicare quando si rapportano con i bambini. Infatti mi è capitato spesso di vedere scuole Montessori o ad indirizzo Montessori, che possono vantare di avere qualche materiale, ma in cui manca totalmente lo spirito che sta alla base di questo approccio.

Bisogna tenere a mente che il metodo non esiste, esiste solo il bambino. Osservare e comprendere il bambino viene prima di tutto il resto. Il bambino è il maestro. Il materiale ad esempio, dovrebbe essere al suo servizio, non al servizio di un “metodo”. Lo scopo del materiale Montessori è quello di proporre al bambino oggetti per lui interessanti, che lo possano rendere autonomo nell’apprendere qualcosa.  Un bambino non interessato ad un materiale, non deve essere costretto ad usarlo perché evidentemente non è il suo momento.

E se il materiale non viene utilizzato nella maniera precisa per cui è stato concepito, non è per forza un male. Se si crede nella libertà di azione del bambino, si lascia fare, in modo che possa sperimentare e magari arrivare allo stesso scopo, ma in maniera diversa, più creativa. Per me le cose importanti quando si utilizza il materiale Montessori sono: che deve essere rispettato e utilizzato nel rispetto di cose e persone e che deve essere stato presentato al bambino almeno una volta nel modo giusto prima che possa farne uso. Dopodiché, capito il significato e lo scopo del materiale, se ne può fare un uso alternativo, purché utile, sensato e rispettoso.

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Luci e ombre dell’educare

Il tema dell’educazione mi ha sempre affascinato molto, forse perche’ quando nasce un bambino, nasce una speranza per la societa’ e la responsabilita’ di fronte a questo è immensa.

Di Maria Montessori ho trovato interessante in particolare il suo pensiero filosofico, pur essendo il suo approccio assolutamente scientifico. Infatti, partendo dall’osservazione dei bambini, li ha “scoperti”. Ha scoperto che i bambini hanno già dentro tutto ciò che serve per crescere, imparare, svilupparsi. Il nostro compito di genitori ed educatori non è impartire lezioni, trasmettere nozioni, ma aiutare, meglio ancora non ostacolare la loro naturale spinta ad evolversi. Tutto ciò non è assolutamente semplice, richiede intelligenza, fatica, impegno, ma soprattutto bisogna esserne coscienti.
Se per millenni i bambini sono stati considerati come vasi da riempire, esseri incapaci di qualunque cosa, significa che su quei bambini si è agito in maniera errata, sconsiderata e tutto ciò ha influito negativamente sull’andamento degli eventi su questa Terra.

Educare significa collaborare con la natura. Per un genitore dovrebbe essere scontato e naturale sapere come muoversi, come crescere i propri bambini. Invece succede che i condizionamenti siano tantissimi: il modo in cui siamo stati cresciuti influisce sul nostro modo di pensare, a volte in maniera inconsapevole. Il più delle volte riceviamo informazioni viziate dal marketing che governa ogni mezzo di comunicazione e aiuta solo a vendere. Nel nostro modo di vivere è rimasto ben poco di naturale…Per questo non è scontato sapere fare il genitore e per questo secondo me è giusto cercare di informarsi, per trovare la propria strada, per trovare gli strumenti che portano alla consapevolezza e permettono di crescere come persone ed essere educatori consapevoli.
Io vedo molti genitori che amano i figli, che gli stanno accanto, non li abbandonano…, ma che allo stesso tempo sono lontani emotivamente, che hanno comportamenti distruttivi nei confronti della personalità dei figli, della loro autostima e sicurezza. Perché? Eppure certamente li amano i propri figli. Sono persone a cui mancano gli strumenti per affrontare un compito così importante. Persone che non si fermano a riflettere, che non cercano di capire in quale modo devastante rischiano di influire sulla persona che accudiscono, che sarà l’adulto di domani, che andrà per il mondo portandosi dietro frustrazioni, rabbia, insicurezze…

Cosa significa dunque educare? Per me, che seguo quello che viene chiamato Metodo Montessori, educare mia figlia significa lavorare prima su me stessa, poi osservare la mia bambina e le sue evoluzioni, i suoi interessi, preparare quindi l’ambiente, farle trovare, per quanto mi è possibile, strumenti adeguati alla sua intelligenza che si sta sviluppando e un contesto il più possibile sereno, accogliente, adatto alla sua crescita. Ascoltare le sue richieste e necessità, le sue emozioni e condividere con lei una vita piena. Starle accanto quindi, ma in maniera molto consapevole.

Con questo post partecipo a Stiamo in ascolto

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I link di alcuni post che partecipano all’iniziativa:
Timoilbruco
Liberelettere
Sarafattoconamore


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La prima cosa che vorrei dire di Maria Montessori

La prima cosa che vorrei dire di Maria Montessori è che era una scienziata. Una delle prime donne medico in Italia.

Ad un certo punto della sua vita, dopo aver studiato per quarant’anni i bambini con deficit di sviluppo, dal punto di vista medico e psicologico, si è occupata di bambini con un normale sviluppo, ma che vivevano in condizioni di povertà, fondando le Case dei Bambini. Ha avuto così modo di dedicarsi all’osservazione e allo studio del loro comportamento e del loro sviluppo, facendo moltissime scoperte.
Pertanto il suo “metodo” (anche se di metodo in realtà non si tratta) viene proprio dallo studio scientifico applicato per anni nelle Case dei Bambini da lei fondate. I risultati che ha ottenuto sono sorprendenti e meravigliosi.

 
Lei stessa ha scritto di non voler essere definita educatrice: lei ha studiato il bambino, ha ricevuto dal bambino insegnamenti che ha interpretato.  
Pertanto i principi montessoriani non provengono dall’opinione personale di un pedagogista o di un pediatra, ma scaturiscono dall’esperienza diretta, dallo studio, dalla pratica.
Secondo me, il “metodo” Montessori non è paragonabile a nessun altro metodo pedagogico, nè tantomeno a qualche teoria letta sul libro del momento, che magari esprime soltanto l’opinione, più o meno condivisibile dai genitori, di qualche pediatra famoso.
La sua non è una teoria, che oggi va bene e domani potrebbe essere soppiantata da un’ altra teoria.
I principi base montessoriani:
  • E’ importantissimo dare libertà di movimento. Lo sviluppo mentale è connesso al movimento, senza non può esserci salute mentale nè progresso.
  • L’aspetto fondamentale nell’educazione del bambino è la necessità di un ambiente adatto al suo sviluppo, che gli permetta di svolgere le proprie funzioni naturali.
  • Il bambino è spinto da una forza interiore che lo guida. Purtroppo, molto spesso, trova ostacoli e difficoltà imposte dai genitori o dagli educatori che non comprendono. Questo ha conseguenze importanti sulla persona che sarà in futuro. E’ importante quindi che l’adulto comprenda le vere esigenze del bambino, per non nuocergli.
  • Fin dalla nascita, i bambini hanno bisogno di cibo per la mente, non soltanto di cure fisiche e amorevoli. Troppo spesso questo aspetto viene trascurato. I bambini noiosi, capricciosi, apatici sono quelli a cui manca questa componente importante: soffrono di noia e denutrizione mentale!
  • I bambini nascono e crescono con un unico scopo, quello di conquistare la propria indipendenza e autonomia. E’ una conquista che avviene a tappe, giorno per giorno, passo dopo passo. E anche questo aspetto non va ostacolato, ma incentivato.

Insomma, riuscendo a comprendere veramente i bisogni dei bambini, gli adulti hanno la possibilità di permettergli di diventare persone felici e sicure di sè.

Dal libro “Educazione per un mondo nuovo” di Maria Montessori:

Si deve riconoscere che l’educazione non incomincia mai troppo presto, se vogliamo allevare degli uomini che siano degni cittadini di una libera democrazia. Come possiamo parlare di Democrazia o di Libertà se fin dai primi anni di vita noi educhiamo il fanciullo a sopportare la tirannide, ad obbedire a un dittatore?

…se la sua mano vuole lavorare dobbiamo offrirgli degli incentivi all’attività manuale e lasciarlo avanzare verso sempre maggiori conquiste della sua indipendenza.

L’uomo è per sua natura un essere intellettuale e ha bisogno di cibo mentale ancor più che del cibo fisico.

Ogni uomo ha la sua via da seguire e il lavoro è la principale espressione della sua vita psichica. Quelli che non lavorano corrono veramente pericolo di atrofia spirituale.

Per ottenere la disciplina, diamo la libertà.

Dobbiamo aiutare il bambino ad agire da sè, a volere da sè, a pensare da sè: questo è il sistema di quelli che aspirano a servire lo spirito.

Questo solo per introdurre i vari principi montessoriani e accennare un po’ di teoria. Presto gli esempi pratici…!

Maria Montessori insegna la via che permette ad ognuno di imparare ad amarsi e a riconoscersi parte del Piano Cosmico, a contribuire allo sviluppo delle condizioni che rendono possibile l’evoluzione pacifica della società degli uomini. Camillo Grazzini