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Maria Montessori a casa nostra


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Attività montessoriane varie proposte ultimamente

Ecco alcune attività più o meno montessoriane (comunque montessoriane a modo nostro) che abbiamo fatto ultimamente. Si tratta di attività che ho proposto e che abbiamo preparato e/o svolto insieme. Attività di questo tipo non sono all’ordine del giorno a casa nostra. Nella quotidianità è l’ambiente che è preparato in maniera da offrire spunti di attività a cui Em. può dedicarsi se e quando vuole.
Capita anche che passino molti giorni senza che abbia voglia di utilizzare materiali e attività che sono a disposizione nel suo ambiente.

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A Natale ho trovato questo piccolo albero alternativo in legno e l’ho proposto a Em. da decorare liberamente con nastri, colla a caldo colorata, altre decorazioni che aveva a disposizione.

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Ho tracciato sulla farina di polenta delle lettere e Em. le ha ripassate con la finta matita in legno.

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Abbiamo riprodotto insieme un’ isola e un lago utilizzando il Das e l’acqua colorata di blu.

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Abbiamo appeso alla libreria una riproduzione in scala dei pianeti del sistema solare, dal più vicino al più lontano dal Sole.

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Stiamo lentamente pitturando le aste rosse per farle diventare aste numeriche. Work in progress.

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Inventiamo storie con le Carte Inventa Storie di Le nuvole


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Attività proposte

Non capita tanto spesso di metterci a “lavorare” insieme con materiali montessori, in realtà capita di rado anche che si metta da sola a giocarci. Da qualche tempo, da quando ha compiuto tre anni più o meno, il gioco preferito di Em. è “fare finta di…” con bambole o senza, in realtà con qualsiasi oggetto le capiti a tiro. Quando vuole giocare con me o con suo papà le sue richieste sono soprattutto: ” curiamo la bambola?” ” facciamo finta che tu sei…e io sono…”e ultimamente ama molto giocare a fare finta di avere un negozio, lei ama stare alla cassa e io devo comprare tutto quello che mi viene in mente…decine di volte al giorno…!

L’altro giorno ho provato a proporle questa attività con le puntine e una lavagna di sughero che ho inserito in camera sua da qualche tempo. Abbiamo fatto insieme alcune forme geometriche utilizzando gli elastici, soprattutto abbiamo fatto degli esagoni e le è piaciuto molto il fatto di aver costruito un esagono, dentro un altro esagono, dentro un altro esagono…
Poi abbiamo scoperto insieme che gli elastici suonano, come fossero corde di una chitarra e ogni elastico emette un suono diverso a seconda di quanto è teso.

Gioco con elastici e puntine su lavagna di sighero

Abbiamo costruito delle forme geometriche e poi fatto suonare gli elastici!

Giochi con lettere smerigliate

Lettere smerigliate da abbinare ad un’immagine

Giochi con lettere smerigliate

Gioco a carte con lettere smerigliate

Una volta esaurito l’interesse per il gioco con gli elastici, mi è venuto in mente di coinvolgerla con le lettere smerigliate: ho utilizzato queste carte comprate insieme a delle carte disegnate. Ad ogni lettera corrisponde un disegno, ma essendo francesi possiamo utilizzarne solo alcune: c come casa, a come albero, s come sole, g come gelato.
In un vassoio ho messo da un lato le lettere e di fianco le carte disegnate da abbinare.
Per coinvolgerla ho pensato di giocare a carte con lei. Siccome vede spesso un gruppo di signori che giocano a carte in un circolo, ho catturato la sua attenzione. Io mettevo giù una lettera, lei doveva mettere giù la carta corrispondente e così via…

Dopo poco mi ha detto ” facciamo che tu sei la signora che viene a comprare e sto alla cassa..”!

È ancora presto per le lettere…

 


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Il gioco

Alla parola gioco solitamente viene attribuito il significato di passatempo, come fosse un ‘attività fine a se stessa, quasi inutile. Invece per il bambino il gioco è un vero e proprio lavoro. Gli serve per crescere, scoprire, formarsi, comprendere.
Proporre al bambino gli oggetti giusti per la fase di crescita che sta vivendo, diventa quindi fondamentale.
Quando il bambino piccolo porta ogni cosa che prende alla bocca, lo fa per conoscerla, perché la sua vista ancora non è tanto sviluppata da permettergli di studiare bene cosa ha in mano. Invece, attraverso la lingua, riceve molte informazioni sugli oggetti: è un modo per studiarli. Non bisogna impedirgli di farlo, sarebbe un grave ostacolo al suo sviluppo.
Non c’e da preoccuparsi troppo se mette tutto in bocca, perché il contatto quotidiano con germi e batteri permette lo sviluppo delle difese immunitarie. Ovviamente è bene tenere tutto pulito, ma non certo disinfettato.
In questo periodo di scoperta, il bambino ha bisogno di conoscere più oggetti di varie forme, consistenze e colori. Tutte le informazioni che riceve ed elabora entrando in contatto con una varietà di oggetti da manipolare e succhiare, aiutano lo sviluppo del suo cervello.
Ad un certo punto inizia ad esplorare con le mani e questa fase noi dobbiamo agevolarla.
A questo scopo, una psicologa inglese ha ideato il “cestino dei tesori”: si tratta di un cestino non molto grande contenente alcuni oggetti di uso comune, quelli che si trovano in casa abitualmente. Va offerto al bambino nell’eta’ in cui inizia a stare seduto da solo, non deve contenere più di 8 oggetti diversi, non devono essere giocattoli, e meglio se sono per lo più di materiali naturali.
Io ho già proposto un piccolo cestino dei tesori a Em. anche se non sta ancora seduta. Ho pensato che potesse apprezzarlo comunque, e infatti…lo adora! Si concentra per molto tempo, lo svuota tutto oppure sceglie l’oggetto preferito in quel momento e lo ciuccia. E poi vuole che io le rimetta tutto di nuovo dentro per ricominciare.

L’adulto può agevolare oppure ostacolare il normale sviluppo del bambino, questo vale anche e soprattutto parlando di gioco. Il bambino, che ha una grande capacità di concentrarsi mentre svolge un’attività adeguata alle sue capacità, dovrebbe essere lasciato in pace mentre gioca. L’adulto che interviene spesso dicendo bravo o facendo vedere come si deve fare o commentando, sta interrompendo l’attività di un bambino che sarà poi un ragazzo e un adulto incapace di concentrarsi su qualcosa, a scuola come nel lavoro.
Il compito dell’adulto dovrebbe invece essere quello di preparare l’ambiente adatto, osservare il bambino per capire cosa gli necessita nella fase che sta vivendo e proporre di conseguenza attività e giochi, facendo vedere inizialmente come funzionano, come si usano, perché il bambino capisca il senso e lo scopo delle attività proposte. Ma poi gli si lascia lo spazio per fare come desidera, con i propri tempi, sbagliare tutte le volte che vuole o anche inventare diversi modi di utilizzare il materiale che ha a disposizione.
La presenza dell’adulto è tranquillizzante e il bambino la vuole sentire, ma deve essere discreta e rispettosa. Al bambino basta vedere un sorriso ogni volta che cerca lo sguardo dell’adulto.
I materiali montessori sono sempre concepiti in modo che possa essere il bambino stesso ad accorgersi, giocando, di averne sbagliato l’utilizzo. Pertanto l’adulto è soltanto un tramite tra il materiale e il bambino.
Il bambino ha bisogno di potersi concentrare su una cosa alla volta, per questo nel suo ambiente deve trovare poche cose, utili e semplici, adatte alla sua età.

Quando l’ambiente è preparato nel modo giusto, i materiali e i giochi sono quelli adatti, al bambino viene data piena libertà di esplorare e gli si permette di crescere sicuro e felice.

Libri
Una casa a misura di bambino
G. Honegger Fresco
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