NoieMariaMontessori

Maria Montessori a casa nostra

Luci e ombre dell’educare

4 commenti

Il tema dell’educazione mi ha sempre affascinato molto, forse perche’ quando nasce un bambino, nasce una speranza per la societa’ e la responsabilita’ di fronte a questo è immensa.

Di Maria Montessori ho trovato interessante in particolare il suo pensiero filosofico, pur essendo il suo approccio assolutamente scientifico. Infatti, partendo dall’osservazione dei bambini, li ha “scoperti”. Ha scoperto che i bambini hanno già dentro tutto ciò che serve per crescere, imparare, svilupparsi. Il nostro compito di genitori ed educatori non è impartire lezioni, trasmettere nozioni, ma aiutare, meglio ancora non ostacolare la loro naturale spinta ad evolversi. Tutto ciò non è assolutamente semplice, richiede intelligenza, fatica, impegno, ma soprattutto bisogna esserne coscienti.
Se per millenni i bambini sono stati considerati come vasi da riempire, esseri incapaci di qualunque cosa, significa che su quei bambini si è agito in maniera errata, sconsiderata e tutto ciò ha influito negativamente sull’andamento degli eventi su questa Terra.

Educare significa collaborare con la natura. Per un genitore dovrebbe essere scontato e naturale sapere come muoversi, come crescere i propri bambini. Invece succede che i condizionamenti siano tantissimi: il modo in cui siamo stati cresciuti influisce sul nostro modo di pensare, a volte in maniera inconsapevole. Il più delle volte riceviamo informazioni viziate dal marketing che governa ogni mezzo di comunicazione e aiuta solo a vendere. Nel nostro modo di vivere è rimasto ben poco di naturale…Per questo non è scontato sapere fare il genitore e per questo secondo me è giusto cercare di informarsi, per trovare la propria strada, per trovare gli strumenti che portano alla consapevolezza e permettono di crescere come persone ed essere educatori consapevoli.
Io vedo molti genitori che amano i figli, che gli stanno accanto, non li abbandonano…, ma che allo stesso tempo sono lontani emotivamente, che hanno comportamenti distruttivi nei confronti della personalità dei figli, della loro autostima e sicurezza. Perché? Eppure certamente li amano i propri figli. Sono persone a cui mancano gli strumenti per affrontare un compito così importante. Persone che non si fermano a riflettere, che non cercano di capire in quale modo devastante rischiano di influire sulla persona che accudiscono, che sarà l’adulto di domani, che andrà per il mondo portandosi dietro frustrazioni, rabbia, insicurezze…

Cosa significa dunque educare? Per me, che seguo quello che viene chiamato Metodo Montessori, educare mia figlia significa lavorare prima su me stessa, poi osservare la mia bambina e le sue evoluzioni, i suoi interessi, preparare quindi l’ambiente, farle trovare, per quanto mi è possibile, strumenti adeguati alla sua intelligenza che si sta sviluppando e un contesto il più possibile sereno, accogliente, adatto alla sua crescita. Ascoltare le sue richieste e necessità, le sue emozioni e condividere con lei una vita piena. Starle accanto quindi, ma in maniera molto consapevole.

Con questo post partecipo a Stiamo in ascolto

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I link di alcuni post che partecipano all’iniziativa:
Timoilbruco
Liberelettere
Sarafattoconamore

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4 thoughts on “Luci e ombre dell’educare

  1. Bello il tuo articolo, anche io trovato molte risposte nel metodo Montessori, cerco pero di continuare la mia ricerca su altri autori perche’ mi rendo conto che per noi non e’ sempre applicabile.
    Ognuno poi trova la propria strada….:-):-):-)
    Grazie
    Liliana

    • Ciao Liliana, ti ringrazio!
      Posso chiederti cosa avete trovato di non applicabile? Io trovo sia un approccio molto naturale. Certo a volte puo risultare faticoso rispetto alle consuetudini della societa in cui viviamo…

  2. Ciao, secondo me cogli nel segno quando dici che educare è non ostacolare, ma questo non è per niente semplice: forse è proprio qui che stanno le contraddizioni dell’educare, da una parte non bisogna fare molto, dall’altra bisogna avere una grande consapevolezza di cosa si fa e non si fa. Grazie mille!

  3. Ciao Selima, grazie a te!
    Si, infatti la cosa più complicata è sapersi mettere da parte, capire quando è necessario intervenire e come, insomma serve fare un lavoro di educazione su se stessi, prima di voler educare un’altra persona!

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