NoieMariaMontessori

Maria Montessori a casa nostra

Giochi montessoriani

Preparare, osservare, mostrare

Lascia un commento

Riassumerei in questo modo il metodo Montessori nella pratica: l’adulto prepara un ambiente adatto al bambino, ordinato e pulito, bello e semplice, concepito in modo da permettere libertà di movimento in sicurezza, con oggetti vari (giochi, ma anche oggetti reali e che appartengono a quell’ambiente) giusti per la sua fase di crescita. Poi l’adulto osserva il bambino muoversi nell’ambiente preparato per lu, per capire cosa sceglie, cosa gli piace, cosa cerca di fare. Con l’osservazione si comprendono le fasi di sviluppo del bambino, si cerca di capire in che modo potrebbe essere agevolato. Una volta individuata l’attività più adatta per il momento che il bambino sta vivendo, la si propone mostrandola in silenzio più volte quando si ha la sua attenzione.

Un esempio. Em. ha alcuni giochi e oggetti vari alla sua portata su scaffali in camera, ma anche in sala, in cucina, in bagno. In ogni stanza ha qualcosa da esplorare in autonomia. Entrando in una stanza viene solitamente attirata da questi oggetti e si mette ad esplorarli, a giocarci. Che poi noi chiamiamo gioco ciò che in realtà per i bambini è un lavoro vero e proprio: conoscere, comprendere, imparare per crescere.
Questa preparazione dell’ambiente serve a lei perché rafforza la sua percezione del mondo, di se stessa, delle proprie capacità, ma ovviamente aiuta anche me ad essere maggiormente libera di sbrigare qualche faccenda in casa o di leggere qualcosa mentre lei è così indaffarata.
In altri momenti invece mi dedico solo a lei, la guardo, la osservo in silenzio per capire cosa fa esattamente con gli oggetti che prende, quali sceglie, come li manipola… È davvero affascinante stare a guardarla. E talmente emozionante quando mi rendo conto che ha conquistato una capacità particolare! L’altro giorno è riuscita nell’impresa di inserire un pezzo di un puzzle nel modo giusto, affinando un movimento che richiede una certa coordinazione, che fino a quel giorno non era in grado di fare. Questo piccolo puzzle è sempre stato a disposizione, mai nessuno le ha detto come fare, ma alcune volte le abbiamo mostrato il movimento in silenzio mentre guardava con attenzione. Al momento giusto, il suo momento giusto, che solo lei può conoscere, ha esercitato i movimenti fino al giorno in cui le è riuscito. E solo lei sa quante altre volte ha bisogno di esercitarsi per impararlo bene. Nessuno la guida in questo. È una capacita innata e non dobbiamo ostacolarla.
La gioia che prova nel riuscire in questa impresa deve essere immensa!

Il materiale che mettiamo a disposizione dei bambini deve avere questa caratteristica: non deve servire un intervento esterno per capire l’errore o la riuscita del tentativo. Questo avviene ad esempio con i puzzle: il bambino quando riesce a sistemare il pezzo nel modo giusto se ne rende conto da solo e non ha bisogno di un incoraggiamento esterno per riuscire a farlo.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...