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Maria Montessori a casa nostra

Non ostacolare – un esempio

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Em. ultimamente, da quando ha imparato a gattonare, sta cercando degli ostacoli sulla sua strada, come se volesse mettersi alla prova. Spesso si tratta delle gambe del suo seggiolone, vuole attraversarle a tutti i costi: due pioli da oltrepassare, scavalcandoli. Raggiunge la sedia, si mette in posizione, studia un po’ la situazione, poi prende coraggio e mette una mano oltre il primo ostacolo. Con titubanza. Ci pensa e ci ripensa, poi trova il coraggio, ma inizia un lamento. Io la guardo e, se si gira verso di me, la incoraggio con lo sguardo, le sorrido. È una sua scelta, non è obbligata dalla situazione, ha deciso di sua iniziativa di farlo. E io quindi la lascio fare. Anche quando sembra uno sforzo eccessivo, comincia a piangere mentre lo compie, ma mi ripeto, è la sua volontà. Sto solo attenta che non si faccia male e che non arrivi ad essere troppo frustrata dalla situazione. Insomma, se è alla sua portata e può farcela senza troppo sforzo, va bene, anche se si lamenta un po’ mentre compie l’impresa.
Quando attraversa l’ostacolo completamente, finalmente si riprende, è contenta, le viene un sorriso e si calma. Io a questo punto sono con lei a festeggiare. È stata intraprendente e coraggiosa.
Cosa significa per lei aver potuto compiere questa impresa senza interruzioni da parte mia? Che la sua personalità si può sviluppare liberamente, senza interferenze che potrebbero deviare il suo sviluppo.
Nei primi 3 anni di vita i bambini sviluppano la loro personalità, è in questi anni cruciali che si gioca quasi tutto.
Se io avessi deciso di interromperla, magari per il dispiacere di vederla affannarsi e lamentarsi per una cosa che superficialmente potrebbe sembrare inutile, avrei ostacolato il suo normale sviluppo. E avrei potuto renderla insicura.
È ripetendo errori di questo tipo con i bambini, come ad esempio interromperli continuamente mentre svolgono un’attività, distogliendoli dal loro lavoro, oppure limitandoli nella loro volontà, per paure e ansie nostre, che rischiamo di farli diventare persone rinunciatarie, che si scoraggiano, persone insicure e con scarsa autostima, incapaci di concentrarsi e di portare a termine un lavoro.
La responsabilità che abbiamo come genitori è notevole, a volte spaventa, ma alla fine basta il buon senso e l’attenzione, la ragione oltre l’amore.

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