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Maria Montessori a casa nostra

Primi mesi

2 commenti

Sono convinta che i primi giorni di un bambino debbano essere vissuti nella tranquillità delle braccia di mamma e papà, mentre tutti gli altri possono aspettare. Noi abbiamo fatto passare almeno un mese prima di farla prendere in braccio dai parenti stretti e ancora un altro mese più o meno per tutti gli altri. Credo che un neonato debba avere il tempo di conoscere gli odori, i sapori, gli sguardi dei suoi genitori prima di entrare in contatto con persone esterne alla propria casa, alla propria famiglia stretta. I primi giorni sono fondamentali per conoscersi, annusarsi, riconoscersi, abituarsi l’uno all’altro. È un periodo delicato e fondamentale.
Nella tranquillità della propria casa, con i modi delicati e le cure amorevoli dei propri genitori, il bambino riesce ad ambientarsi e riprendersi dopo la fatica e il trauma della nascita.
Se si riesce a vivere questo primo periodo in un ambiente quasi ovattato, evitando le luci e rumori forti, il bambino inizia a costruire la fiducia nel mondo, necessaria per poter crescere in maniera sana e far parte felicemente della società in cui vive.
Tutte le attenzioni che vengono rivolte al bambino nel primo periodo hanno lo scopo di permettergli di costruire la fiducia in se stesso e nel mondo che lo circonda.

Il bambino e la mamma devono avere il tempo per guardarsi negli occhi in tranquillità e questo avviene in diversi momenti della giornata, ma soprattutto deve avvenire durante l’allattamento. Quindi meglio non occuparsi di altre cose, come leggere o guardare la tv, mentre si sta nutrendo il proprio figlio, perché non è di solo cibo che viene nutrito, ma anche di amore e attenzione.
Così inizia un dialogo speciale e, allo stesso modo, più avanti negli anni, si continuerà a dialogare a tavola durante i pasti. L’educazione inizia da subito, facciamo arrivare il messaggio che il momento del pasto è anche un momento da condividere con gli altri.

Bisogna ricordarsi che dalla nascita inizia il periodo sensitivo del linguaggio, pertanto parlare al bambino è fondamentale per il suo sviluppo. La lingua deve essere quella parlata dai genitori, che usano un tono amorevole. Meglio parlare in maniera pacata e non troppo velocemente.
Il momento del cambio è solitamente quello in cui ci si sofferma a parlare col piccino, a giocare, cantare, guardandolo negli occhi. Io ho inventato molte canzoncine, venute istintivamente, con parole e musiche che arrivavano in quel momento. I genitori sanno in maniera istintiva di solito come si devono comportare con i propri figli, viene assolutamente naturale fare certi giochini, parlare con un certo tono, utilizzare rime e cantilene. Tutto ciò aiuta la relazione tra genitori e figli e anche la fiducia del bambino.
Anche il sorriso è un modo per comunicare bellissimo. Trovo che la comunicazione con i neonati sia affascinante. È uno scambio di sguardi, sorrisi, espressioni, gesti, carezze…
I bambini sono intelligenti e desiderosi di interagire con noi. Quando li tocchiamo, bisogna sempre spiegare quello che stiamo facendo, non solo per insegnargli il nostro linguaggio, ma anche per una forma di rispetto.

Un altro aspetto importante, solitamente poco considerato quando si parla di neonati, è il movimento libero. I bambini già sanno strisciare molto presto e cominciano a muoversi se lasciati liberi su un tappeto, fuori da gabbie come box, lettini con sbarre e anche liberi dalle nostre braccia ogni tanto! Nei primissimi tempi, basta lasciare il bambino su un tappeto a pancia in su per permettergli di guardarsi intorno liberamente senza impedimenti. Poi si prova a metterlo a pancia in giù e appena si tira su con la testa e il tronco, comincia a fare un sacco di strada strisciando in avanti, per cercare di raggiungere qualcosa, oppure all’indietro!
Questa libertà di movimento permette al bambino di scoprire quali sono le proprie capacità e di conoscere l’ambiente in cui vive, conquistandolo.
Ovviamente bisogna saper osservare per capire quando è il momento giusto di lasciare il bambino su un tappeto e per quanto tempo.

Se si considera il proprio bambino come una persona, che nasce e cresce con il nostro aiuto, ma ha già dentro di se’ tutte le potenzialità da sviluppare nel tempo e nell’ambiente adatto, si cerca di comprenderlo, senza mai forzarlo, ma seguendolo nei suoi bisogni.
Il bambino è sapiente, molto più di quello che siamo abituati a pensare. Nel prendercene cura, dobbiamo averne totale rispetto.

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2 thoughts on “Primi mesi

  1. MIO SONO CONVINTA CHE IL BAMBINO PERCEPISCE TUTTE LE EMOZIONI E GLI STATI D'ANIMO DEL GENITORE CHE SI PRENDE CURA DI LUI E POI MISTERIOSAMENTE GLIE LI RESTITUISCE!QUANDO E' NATO IL MIO FEDERICO, SONO VENUTE TANTE PERSONE CHE NEANCHE IMMAGINAVO ED E' STATO ACCOLTO CON GIOIA DA TUTTI QUELLI CHE MI HANNO SEMPRE DIMOSTRATO AFFETTO, PERCHE' NON AVREI DOVUTO LASCIARE CHE LO COCCOLASSERO?RICORDO CHE ERO TANTO FELICE E CHE I PRIMI MESI SONO VENUTE MOLTE PERSONE A TROVARMI EPPURE SONO RIUSCITA AD AVVIARE L'ALLATTAMENTO (A RICHIESTA)SENZA DIFFICOLTA' IL BIMBO MANGIAVA E DORMIVA REGOLARMENTE, AVEVO ANCHE TEMPO PER RIORDINARE CASA E CON MIO MARITO ABBIAMO PASSATO MOMENTI INDIMENTICABILI NEL GODERCI IL NOSTRO CUCCIOLO.PROVA A RIFLETTERE SUL FATTO CHE:IN ALCUNE CULTURE TRIBALI IL NUOVO NATO VIENE PRESENTATO A TUTTO IL VILLAGGIO E QUESTO GESTO E' BELLISSIMO, E' COME DIRE "GUARDA COSA SONO RIUSCITA A FARE" E ANCORA "OCCUPIAMOCI DI LUI", NOI INVECE CI BARRICHIAMO IN CASA, LA MAMMA SI, LA SUOCERA NO, SI FA A GARA A CHI TIENE PIU' LONTANO POSSIBILE I PARENTI QUESTA SORTA DI "STREGONI" CHE POTREBBERO FARE UN SORTILEGIO AL NUOVO NATO.MA COME MAI QUANDO DEVONO FARE I REGALI D' INCANTO DIVENTANO FATE?SE LEGGO I VARI FORUM DELLE NEOMAMME, MI SPAVENTO(LITIGATE CON TUTTI, SCENEGGIATE, CONSIGLI RIFIUTATI PERCHè NON RICHIESTI),NESSUNA CHE RIESCA A DIMOSTRARE PIENAMENTE UNA FELICITA' PROFONDA NEL CUORE PER LA NASCITA DEL SUO CUCCIOLO,PERCHE' SE FOSSE REALMENTE COSì,NIENTE E NESSUNO RIESCE A INTROMETTERSI TRA UNA MADRE E IL SUO CUCCIOLO, E' UN PERIODO TROPPO MAGICO PER ACCORGERSI DI ALTRO!E PROVA A RIFLETTERE ANCORA SE SIA GIUSTO CHE QUANDO VI NASCE UN BAMBINO RIUSCITE A LASCIARLO IN MANO A INFERMIERI E PEDIATRI MA NON IN BRACCIO AI SUOI NONNI (CHE HANNO IL CUORE CHE GLI SCOPPPIA DI GIOIA).O I VOSTRI GENITORI CREDONO A QUESTO ASSURDO MALINTESO SUL RISPETTO DEL BAMBINO?E TI ASSICURO CHE VOLER ABBRACCIARE IL PROPRIO NIPOTE NONSIGNIFICA TRATTARLO COME UN GIOCATTOLO!MENTRE PER QUANTO RIGUARDA MARIA MONTESSORI,NON POSSO CHE CONDIVIDERE LA TUA AMMIRAZIONE E UNA SANA INVIDIA PER I TUOI STUDI SU PER QUELLA GRANDE DONNA!MARA

  2. Ciao Mara, dover partorire in ospedale per me è stato un incubo, proprio perché pativo molto nel vedere la mia bambina portata via ogni tot ore dalle infermiere per le visite pediatriche. Tra l'altro, veniva svestita e lasciata nuda con il ventilatore acceso addosso, la pesavano e le facevano prelievi senza le cure amorevoli che avrei voluto per lei, io ho sofferto molto per questo. Ho fatto tutto il possibile per starle vicino e non farle patire i giorni di ospedale che abbiamo dovuto trascorrere. Quindi io non concordo sul fatto che si possa lasciare tranquillamente un bambino appena nato nelle mani di infermieri e dottori, se avessi potuto, avrei fatto un parto in casa. Secondo me i nonni e tutti gli altri parenti e amici possono anche aspettare un mese o due prima di prendere in braccio un neonato, che fretta hanno?! Io ho sempre avuto rispetto dei neonati, li lascio nelle braccia dei genitori finché non crescono abbastanza, non li tocco senza il permesso… Mentre spesso ho visto negli altri la pretesa di fare come volevano con mia figlia. Io credo sia giusto aspettare un pochino prima di dare in braccio i neonati ad altre persone, ma se per te ha funzionato in maniera diversa, bene così. L'importante è che la madre non patisca e il bambino venga rispettato. Ognuno vive questa esperienza come si sente. Ci sono anche culture diverse da quelle di cui parli tu, che hanno l'abitudine di tenere i neonati lontano da tutto e tutti per i primi 40 giorni, ad esempio.Io comunque non ho detto che ci barrichiamo in casa, anzi! Da subito siamo usciti con la bimba nella fascia, siamo andati in mezzo alla gente, ai parenti, con gli amici. Credo sia molto importante infatti che lei possa stare con noi in mezzo agli altri, pur nella tranquillità e sicurezza della fascia. Anche per questo lei è sveglia e socievole. Grazie per aver scritto.D.

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