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Maria Montessori a casa nostra

Non ostacolare

10 commenti

Uno dei concetti fondamentali dell’educazione montessoriana è “non essere un ostacolo allo sviluppo del bambino”.
Noi tutti abbiamo diversi pregiudizi su come ci si dovrebbe comportare con i bambini, sulla loro educazione, ma da dove vengono questi pregiudizi? Abbiamo sentito e risentito dire da tanti lo stesso concetto e quindi assumiamo che sia vero, senza ragionarci sopra, come se non avessimo le possibilità di informarci e la capacità di formarci una nostra opinione personale.
Ecco, secondo me, è necessario spogliarsi dei pregiudizi quando diventiamo genitori, per assicurare ai nostri figli quello di cui hanno veramente bisogno, evitando di ascoltare le opinioni di chi ci gira intorno, ma cercando solo di comprenderli pienamente.
Spesso si assumono atteggiamenti con i bambini che sono di ostacolo al loro sviluppo, senza rendersene conto. Si interviene troppo spesso, si pensa di dover fare tutto per loro, si interrompono quando sono concentrati in un’attività, si cerca di spronarli alla velocità, si ingabbiano in girelli, box, sdraiette, tenendoli fermi il più possibile, mentre loro hanno necessità dei loro spazi e dei loro tempi.
Come dice Maria Montessori, chi crea il bambino, certamente non siamo noi. Noi siamo un canale, attraverso il quale il bambino viene al mondo. E dobbiamo essere a suo servizio, cioè al servizio della vita. Togliamoci quindi quella presunzione tipica dell’ adulto nei confronti del bambino, che ci porta a commettere tanti errori. E gli errori, in questa fase di sviluppo, sono gravissimi, perchè influiscono sulla personalità che si sta formando.
E quando il bambino cerca di comunicarci che stiamo sbagliando, che gli manca qualcosa di fondamentale per crescere psicologicamente, che gli siamo di ostacolo in quel momento, di solito a cosa pensa l’adulto? Ah ecco, un capriccio!
Cosa sono i capricci? Non esistono, non sono niente. Un bambino non piange senza motivo. Il problema vero è che noi non comprendiamo la sua motivazione, ma c’è sempre. E se la reazione del bambino non è giustificata in quel momento, ha sicuramente motivazioni più profonde, che vengono da lontano, da tutta una serie di mancanze che hanno portato fino a quel momento.
Quindi, i cosidetti capricci, i pianti, le grida, le timidezze, le disobbedienze, le bugie, lo spirito di distruzione, non sono altro che mezzi di difesa. L’adulto invece vuole credere si tratti del carattere del bambino, che va corretto, anche con metodi duri e ingiusti.
Invece di diventare carcerieri dei figli, si dovrebbe creare per loro l’ambiente adatto, che gli permetta di esplorare, muoversi il più possibile in libertà. Invece di ammonirli continuamente, sgridarli, bisognerebbe dargli gli strumenti adatti per esprimersi nel modo giusto, per conoscere, per comprendere il mondo.
Invece di essere schiavi dei figli, bisognerebbe incentivare la loro ricerca di autonomia, fornendogli tutti gli strumenti per fare da sè, fin da piccolissimi (ma sempre al momento giusto, nè troppo presto, nè troppo tardi…).

Un esempio, secondo me molto esplicativo di come si sbaglia nella presunzione di voler educare, ma senza conoscere a fondo il proprio bambino: i bambini di circa sei mesi scoprono la funzionalità delle loro mani. Quando tengono un oggetto in mano solitamente lo fanno cadere. Cosa accade molto spesso? Il genitore le prime volte glielo raccoglie, ma dopo un po’ che il bambino lascia cadere l’oggetto in terra, di solito si stufa e non glielo riconsegna più, o peggio ancora lo sgrida per educarlo a non buttare le cose in terra! Non rendendosi conto che quello è un esperimento per il bambino importantissimo: al bambino non interessa l’oggetto in quel momento, ma sta scoprendo con l’osservazione ripetuta di un movimento, la sua capacità di aprire e chiudere la mano, e questo è un lavoro che gli provoca gioia, perchè sta imparando e crescendo.
Interromperlo, o peggio anche sgridarlo, in quel momento è deleterio! Il genitore saggio invece capisce che deve soltanto riprendere l’oggetto e consegnarlo al figlio ogni volta, prendendo parte in questo modo alla sua scoperta e alla sua gioa. La ripetizione, che per noi adulti può essere noiosa ed estenuante, per il bambino è fondamentale per poter fissare una capacità che sta acquisendo. Una volta acquisita, non rifarà mai più questo esercizio, non ne avrà più bisogno.
Guidare e aiutare il bambino è il vero compito dei genitori. Ma per fare questo è necessario conoscerlo e comprenderlo.

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10 thoughts on “Non ostacolare

  1. eccomi…bellissimo questo blog. ti seguirò.

  2. sono compiaciuta dai tuoi post e dalla tua competenza su maria montessori…….che adoro !! io al riguardo sono di poche parole…….mi manca la voglia di spiegare !!!:) comunque mi piace tanto il blog che passi subito tra i preferiti! alla prossima!

  3. Grazie! Non è facile spiegare bene il metodo Montessori, viene facilmente frainteso da chi non ne sa nulla. Sono tanto contenta di conoscere mamme che lo apprezzano!A presto!

  4. Ho scoperto ora il tuo blog…ti seguirò!!!

  5. trovato ora il tuo blog..molto interessante. E' un po' che cerco anche io di approfondire i vari metodi. Io ho fatto l'asilo momtessoriano e credo mi abbia dato molto. Era pero' gestito da suore che avevano interpretato forse il metodo in modo un po' estremo…erano molto severe, direi troppo. Pero' ricordo bene tutte le attivita' pratiche e creative che ci facevano fare. Ma perche' molti dicono che e' una prigione in cui i bambini giocano tristemente da soli? Io non ho questo ricordo…credo che la montessori ci tenesse all'aspetto emotivo, no? se i bambini sono concentrati a fare attivita' interessanti non e' detto che siano repressi. Sto per trasferirmi in California, e li' e' pieno di asili montessoriani o con l'approccio Reggio Children. Mi sto facendo una cultura a proposito per capirci meglio, e ne parlero' anche sul mio sito. Tu cosa ne pensi? Non era proprio lei a istigare liberta' a indipendenza? Il risultato e' il calore o la freddezza?

  6. purtroppo questo è un metodo che facilmente viene male inteso. Non c'è severità, nè tantomeno repressione nell'approccio che propone Maria Motessori, anzi! I genitori che vedono i bambini calmi e tranquilli, impegnati in un'attività, concentrati e rilassati, dovrebbero gioirne, invece molti pensano che i bambini debbano per forza urlare, correre, fare casino, salvo poi sgridarli per questo…L'ordine è proprio una necessità del bambino, infatti c'è una fascia d'età, chiamata "perdiodo sensitivo dell'ordine" da Maria Montessori. Le maestre non forzano i comportamenti dei bambini, gli propongono le attività, scelte dai bambini stessi, gli mostrano come si fa e loro ripetono lo stesso esercizio fino a che si sentono completamente soddisfatti. I bambini hanno necessità di fare esercizi mirati, giusti per la loro età e quando completano un lavoro sono felici e appagati. Assolutmente non sono tristi! Un bambino triste piange o diventa noioso. Un bambino appagato nei suoi bisogni veri è calmo e traquillo.Molto spesso sento critiche al metodo montessori per il fatto che promuove la libertà dei bambini…e poi sento altre critiche per il fatto che i bambini sono troppo calmi e ordinati..! Insomma secondo me, il vero problema è che nessuna di queste persone ha mai letto un libro di Maria Montessori o delle sue allieve.

  7. Ciao! sono mamma da 7 mesi….e fan di Maria Montessori e del suo metodo!!!! anche io cerco di applicare per quanto possibile il metodo montessoriano nella vita di tutti i giorni (anche se devo dire che non è sempre così facile e immediato)!complimenti per il blog!! ti seguirò!!!Claudia

  8. Ciao Claudia, che bello conoscere mamme che cercano di applicare il metodo montessoriano in casa! Spero che potremo scambiarci idee e suggerimenti in futuro.GrazieD.

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